La Casa Cavalier Pellanda

Il visitatore non può non soffermarsi sulla personalità di chi, nel lontano 1586, edificando la Casa, volle sicuramente "mettere in risalto il primato e fors'anche le ambizioni".
Giovan Battista Pellanda (1541-1615), Eques aureatus Sanctae Romanae Ecclesiae, è la figura di maggior spicco della Biasca cinquecentesca, tanto da esser chiamato "perillustris" o "magnificus Domini". Ebbe infatti una parte preponderante nella vita politica ed economica del paese, tenuto in grande considerazione dai reggitori dei baliaggi e dai dignatari della Chiesa, dal Prevosto Basso ai Cardinali Borromei.
Casa Cavalier Pellanda, costruita su aree sgombre, con un'ariosa piazza sul davanti e un ampio giardino chiusa da mura merlate a nord, "partecipa, ancor oggi, a quello che si può definire un vero e proprio percorso monumentale di ragguardevole interesse: il percorso che dalla piazza Centrale, antico incrocio delle strade per i valichi alpini, costeggia la sua facciata, conduce alla chiesa parrocchiale di S. Carlo, sale al romanico monumento di S. Pietro e quindi raggiunge la cascata di Santa Petronilla con l'oratorio, passando per un'antica via sacra costeggiata da cappelle, specie di "sacro monte" in miniatura.
L'edificio è caratterizzato, all'esterno, dal grandioso effetto delle masse, dalla semplicità e chiarezza delle proporzioni, dalle finestre incorniciate di pietra, dalla cornice che segna la divisione dei piani e ne ravviva il ritmo, dall'imponente gronda di legno molto sporgente. Gli ampi portali, su uno dei quali spicca lo stemma e l'iscrizione "anno MDLXXXVI Dei opt. max. solo auxilio incaeptam et absolutam hanc domum Jo. Baptista eques Pellanda honorificis rebus homnibus dicavit", introducono in un vasto androne e nell'ambiente che respira signorilità e ricchezza: i locali con soffitti a volta del pianterreno e a cassettoni di legno "formati da grosse cornici ben lavorate, di ottimo disegno, sostenute da eleganti mensolette" dei piani superiori, le belle porte cinquecentesche, il pozzo interno, le cantine dei suggestivi giochi delle volte in pietra viva, le scale in pietra e legno.
Il restauro, opera degli architetti Reichlin e Reinhart, e che ingloba la casa dell'ex Beneficio scolastico, preesistente al palazzo, interpreta lo spirito e la vita del tempo e che ci restituisce, pur con l'inserimento di parti nuove - pavimenti e finestre in particolare -, in tutta la sua bellezza cinquecentesca il monumento.
Oggi, Casa della cultura del Borgo, può inoltre riproporre al visitatore la restaurata sala d'onore, ritornata tra i muri della sua sede originale dopo l'acquisto, nel 1896, da parte della Confederazione e il trasferimento al Museo Nazionale di Zurigo. Con i suoi legni di castano, di noce, di acero, ?., brilla di nuovo come quando accoglieva ospiti illustri, dal Cardinale Federico Borromeo all'Arciduca Alberto d'Austria.

Al primo piano si trova la Sala d'onore, realizzata con vari tipi di legno la sala risale al 1587. Nel 1896 la Sala d'onore venne acquistata dalla Confederazione e trasferita al Museo Nazionale di Zurigo. Oggi, tornata tra i muri della sua sede originaria, brilla di nuovo come quando accoglieva ospiti illustri come il Cardinale Federico Borromeo, l'Arciduca Alberto d'Austria,...
La Casa Cavalier Pellanda conta 9 sale: 7 sale e un corridoio espositivo per le mostre temporanee, una sala per la collezione Asurini , una grande sala per conferenze, concerti, ecc.




